Editoriale: Pari con i rugbisti, siamo messi proprio male
L'Italia di Lippi manca di talento e di qualità, soffre quando deve concludere e in difesa balla che è un disastro
Tratto dal Blog di Mister X di Xavier Jacobelli.
Avanti adagio, quasi indietro. Il pareggio con la Nuova Zelanda complica maledettamente il percorso dell'Italia che, purtroppo, come già accaduto contro il Paraguay, ancora una volta ha accusato enormi difficoltà di realizzazione. Non c'è niente da fare: questa squadra manca di talento e di qualità, soffre terribilmente quando deve concludere e, per giunta, in difesa, balla che è un disastro anche quando le fa il solletico una formazione di onesti mestieranti, più votati al rugby che al football, capaci di picchiare come fabbri, incapaci di masticare calcio degno di questo nome.
In particolare, è inquietante il tracollo di Cannavaro, l'ombra del fuoriclasse ammirato in Germania quattro anni fa: se quel tiro di Wood fosse andato a bersaglio, dopo che il ragazzone dell'altro mondo aveva messo a sedere il nuovo perno dell'Al Ahli, questi avrebbe dovuto chiedere subito asilo politico agli Emirati Arabi Uniti.
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Nell'arco dei novanta minuti, Lippi ha provato e riprovato a cambiare i connotati all'Italia, a cambiare modulo, a cambiare gli attori, ma non ne ha trovato uno capace di essere finalmente protagonista. Gilardino, Marchisio, Di Natale, Pazzini, Camoranesi: sono le facce diverse di un copione logoro e ripetitivo. Nulla può essere rimproverato agli azzurri quanto a impegno e volontà; ma, tutto il resto è un pianto Come contro il Paraguay, l'Italia incassa subito un gol all'inizio perchè la difesa dorme. Stavolta, Smeltzè in fuorigioco e la sua rete sarebbe da annullare se il mediocre arbitro guatemalteco e i suoi assistenti se ne accorgessero. Otto anni dopo l'osceno Moreno che buttò fuori l'Italia del Trap dal mondiale nippocoreano, il fantasma di un altro inetto con il fischietto torna a materializzarsi in Sudafrica, anche perchè il direttore di gara tollera che i neozelandesi alzino per quattro volte i gomiti sugli azzurri e rimangano impuniti.
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Il rigore di Iaquinta scaturisce dalla reazione rabbiosa degli italiani che però si spengono lì e non riescono a fare altro che collezionare calci d'angolo, esaltare il portiere Paston e ritrovarsi prigionieri della propria inconcludenza. La squadra campione in carica pareggia contro la formazione n.78 al mondo: un risultato storico per i Kiwi, sconfortante per gli azzurri. Va bene che questo è il mondiale delle sorprese e dei risultati clamorosi. Va bene che non ci sono più né i materassi né gli zerbini, ma a tutto c'è un limite. Di buono, qui c'è solo il risultato finale che mantiene faticosamente aperta la strada della qualificazione, ma il 24 giugno ci sarà da ridere, con l'Italia costretta a battere la Slovacchia confidando che il Paraguay maramaldeggi con i neozelandesi o, almeno, pareggi. Capito come ci siamo ridotti?
Xavier Jacobelli
direttore www.quotidiano.net
http://club.quotidiano.net/misterx
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